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Patrick si tolse lo zaino dalle spalle e lo posò a terra, poi fece un passo in dietro per esaminare con attenzione la costruzione.
Si trattava di un arco composto da blocchi di pietra piuttosto massicci e stranamente levigati.

Non c’era nient’altro. Era un arco eretto nel mezzo della boscaglia.

Ma che ci faceva lì? Non aveva alcun utilizzo, non permetteva l’accesso in nessun posto, dunque chi lo aveva costruito e perché?
Si avvicinò notando che sulla colonna di destra vi era un’incisione, assomigliava ad un trill, ma risultava più complesso di quelli che aveva visto in precedenza.
Quella figura lo incuriosiva, così vi appoggiò la mano.

Giosy era a cavallo nella prateria.
Quella mattina suo padre l’aveva spedita a sorvegliare il gregge senza troppe cerimonie.

Non era un uomo affettuoso ed era meglio non contraddirlo, soprattutto quando si svegliava con la bocca impastata e i postumi di una bella sbornia. Per fortuna l’estate era ormai agli sgoccioli e tra un paio di settimane sarebbe ripartita per il collegio, lontano da lui, al sicuro.

Così l’aveva assecondato cavalcando sino alla spianata contenuta tra due colline, ma qualcosa non andava.
Il gregge era inquieto e nonostante tutti i suoi sforzi non c’era verso di farlo pascolare tranquillo; gli animali volevano allontanarsi dalla piccola prateria ed i cani ululavano senza sosta in direzione del bosco a ridosso della cresta.

Giosy pensò all’arrivo di un terremoto ma era insolito che gli animali dirigessero la loro ansia verso un punto preciso.
Cosa stava accadendo da quelle parti?

Voleva scoprirlo.

Lasciò le pecore e spronò il cavallo verso la parte alta.
Non aveva una direzione precisa, iniziò semplicemente a salire puntando a nord-est.
Ci vollero alcuni minuti e quando fu nei pressi del bosco, sentì una sorta di vibrazione, come un basso ronzio simile a quello che potevano emettere  migliaia di api. Era questo che gli animali sentivano  a distanza?  Imboccò il sentiero che portava alla fattoria dei Cook.

Quando fu a metà strada, sentì il rumore aumentare,  abbandonò la pista battuta e lo seguì svoltando a sinistra. Ci volle poco.

Dinanzi a lei comparve un piccolo rudere a forma di arco.

Le colonne erano formate da pietre scure e lisce, mentre la parte alta era un unico blocco di pietra bianca.
Le ricordava le volte della cattedrale, ma sorgeva nel nulla ed intorno non vi erano i resti di una chiesa o di un qualsiasi altro edificio.

Il rumore veniva da quelle pietre, sembravano tremare.

Giosy era stupita, conosceva quella zona come il palmo della sua mano, ma non aveva mai visto quella costruzione.
Smontò da cavallo e si avvicinò; sulla colonna di destra, all’altezza degli occhi, vi era un’incisione.

La sfiorò con la mano, ma la ritrasse bruscamente; il lieve contatto fece aumentare il rumore che divenne insopportabile ed il terreno iniziò a tremarle sotto i piedi.