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Raccolta Fiabe vol. 3 – A piccoli passi – Il viaggio di Fedora la nuvola – La stella polare –

Era molto buio lì dentro. Non si vedeva nulla.
Vicino ai piedi di Bernard c’erano dei cocci di qualcosa che si era
rotto e che scricchiolavano piano quando si muoveva.

C’era l’odore di chiuso che Bernard amava tanto, che lo faceva stare meglio. Ma quel pomeriggio niente riusciva a farlo sentire bene. Se ne stava lì accucciato, con il freddo che dal pavimento gli saliva lungo la schiena.
Dentro di lui era buio come in quella cantina.

Era l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale e stava per nevicare.
Fuori la mamma ed il papà lo stavano cercando; sentiva le loro voci che lo chiamavano, ma non voleva che qualcuno lo trovasse.
“Bernard? Sei lì piccolo mio?” Era la voce del nonno.
Bernard non rispose. Avvicinò le ginocchia contro il petto, incrociò le braccia serrandole al corpo e strinse forte i denti.
I passi incerti del nonno fecero scricchiolare la scala di legno con cui si scendeva in cantina.
Bernard vide la grossa sagoma accucciarsi per non sbattere la testa contro il soffitto.

“Lo so che sei qui e non ti forzerò ad uscire. Non ho detto a nessuno dove sei. Dimmi solo che stai bene e che non ti serve nulla. Quando vorrai, uscirai da solo.”

Bernard aggrottò le sopracciglia. Non voleva parlare con nessuno.

“Ti prego, dimmi che stai bene e me ne andrò. Ci sono dei momenti in cui si vuole stare soli. Capitano anche a me. Ti capisco.”

“Non mi serve niente. Lasciami stare.”

La voce di Bernard giunse da dietro la grossa botte, a sinistra della scalinata.
Il nonno attese un istante. “Bene, ora me ne posso andare tranquillo. Dirò alla mamma di non preoccuparsi. Stai bene e vuoi rimanere solo. Non è così?”

“Esatto. Vattene!”

La scala scricchiolò lentamente.

“Vuoi che ti porti una candela? Con il buio i pensieri diventano brutti e cupi, non te ne sei accorto?”

Bernard attese qualche attimo riflettendo sulle parole del nonno. “Non è mica il buio che fa diventare i pensieri brutti e cupi, lo sono da soli.”

“Ti sbagli; i pensieri non sono né belli né brutti.”

“Chi ti ha detto queste stupidaggini?”

“Oh nessuno! Ho provato da me che sono così.”

“Non è vero niente. Quando si hanno brutti pensieri, non fa nessuna differenza se c’è luce o se si sta al buio. E’ così e basta!”

“Ti sbagli, Bernard, ti sbagli.”

“Allora fammi vedere!”