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Raccolta “La Terra del Grande Fungo” – La storia dello gnomo Kentyn –
La storia della fata Maghrèt – La storia del nano Akil – La storia dell’elfo Peszar

All’epoca dei grandi draghi marini e degli esseri senza tempo, vi era una zona nella Terra del Grande Fungo in cui nessun essere del popolo dei boschi aveva posto la propria casa.

Era un luogo pervaso da un fortissimo incantesimo in cui nessun’altra magia aveva potere.

Quella zona, così particolare, era detta “la laguna”.

Infatti, sulla linea dell’orizzonte, ove il mare ed il cielo divengono una sola cosa, c’erano degli isolotti che impedivano alle onde di arrivare sulla spiaggia.

Così si formava una vasta laguna in cui, si racconta, vivesse una strana creatura.

La leggenda raccontava che nessun elfo, fata, gnomo o nano, si era mai addentrato in quelle zone.

Perciò, la zona pianeggiante che si estendeva dalla sorgente del fiume sino al mare turchino, era disabitata.

Sin quando una mattina, il re degli elfi chiamò a sé Peszar, il più fidato consigliere e gli diede l’incarico di esplorare e bonificare quella zona per il suo popolo.

Vai Peszar, raggiungi la magica terra e torna da noi!

Mentre si congedava dal re, Peszar pensò che la sua fortuna di elfo era terminata anche se, da buon suddito, non poteva rifiutare  l’incarico affidatogli.

Partì armato soltanto della magia che ogni elfo possiede, ma come tutti sapevano, in quella terra non vi era magia che avesse effetto.

Come ogni elfo, corse sulle ali del vento, attraversò altopiani, montagne, colline e boschi, leggero come una foglia, sino a quando i suoi occhi scorsero il fiume.

Anche se si trovava ancora lontano da esso, il solo vederlo era stato sufficiente affinché la magica corsa tornasse normale.

Peszar sentì per la prima volta nella sua lunga vita di elfo, la fatica di chi cammina spostando il corpo appesantito dalla gravità.

I piedi erano pesanti, così come le gambe.

Le morbide scarpe, fatte di foglie vellutate, si ruppero lasciando il povero Peszar scalzo, stanco ed avvilito.

Con il fiatone e le membra dolenti, l’elfo si fermò nei pressi del fiume.

Si avvicinò per berne l’acqua limpida, quando una vocina gli disse:

“Pensa a ciò che fai, potrebbe essere velenosa o frutto di un incanto malefico.”.

Peszar si girò per vedere chi fosse a parlare ma, senza i poteri di elfo, era lento e goffo.

Anche se non vide nessuno, si allontanò subito dall’acqua senza toccarla.