Ebbene sì! Ce l’abbiamo fatta, abbiamo trovato la Formula Magica!!
Parliamo di fiabe, ovvio!
Argomento al quale dedichiamo studi e ricerche e di cui soprattutto sperimentiamo la forza sulla pelle da, più o meno, 20 anni.
E alla fine di tutto questo percorso, almeno fin qui, abbiamo capito, scoperto, una semplice cosa: troppe parole, troppe interpretazioni troppi simboli e significati appiccicati.
Ciò che accomuna le fiabe e i miti sono le Immagini, punto.
E, dalla nostra prospettiva, le parole che occorrono per scrivere la fiaba in modo che sia leggibile dalla parte razionale devono essere ad esclusivo servizio delle Immagini.
Pennellate precise, puntuali che alla fine compongono tutto il quadro.
E’ quell’Immagine dipinta che conta e che va osservata.

Non siamo concordi con le interpretazioni delle fiabe che sono, quasi sempre, in chiave psicologica legate a umiliazioni, mancanze, abbandoni, riscatti, accettazioni, vergogne e chi più ne ha più ne metta.
Anche perché dopo aver “scoperto” che Cenerentola sguattera si sentiva umiliata e che aveva vissuto il trauma dell’abbandono per la morte dei genitori, che ce ne facciamo?
Il dolore è una condizione che ogni essere umano, in quanto appartenente alla specie e nella propria specificità, vive.
E quindi, cos’è, ci si da la speranza che poi qualcosa accade e che alla fine “vissero tutti felici e contenti”?
Relegare l’uso della fiaba a forma di terapia e/o guarigione che presuppone quindi un qualsiasi tipo di disturbo è, dal nostro punto di vista, riduttivo e fuorviante.

Le fiabe sono dei ponti che costruiscono o ricostituiscono la comunicazione interrotta con quella parte profonda di noi che non sa le lingue e che si esprime con il linguaggio “per immagini”.
Quindi, come può la scrittura di una fiaba agire concretamente nella vita e migliorarla o addirittura cambiarla?
Può!
Se osserviamo le Immagini rappresentate per quelle che sono e non per quello che pensiamo vogliano significare.
Crediamo, anzi no, sappiamo che le fiabe sono un formidabile potenziatore che ci permette di guardarci in modo autentico.
Ogni persona coraggiosa che vorrà intraprendere il percorso e laboratorio “La Danza delle Immagini” sperimenterà l’uso del linguaggio “per immagini”.
Questa inusuale forma di scrittura e lettura conduce di fronte alle proprie Immagini che si raccontano in modo chiaro, efficace, senza fronzoli.
La loro osservazione, non interpretazione, svela a ognuno di noi la mappa, la propria formula magica.