Le Fiabe sono ben altro che storielle da raccontare ai bimbi per farli addormentare

Le Fiabe sono ancor oggi, dopo secoli e millenni, narrazioni che esercitano su di noi un indiscusso fascino.

Quale segreto custodiscono per noi individui moderni e tecnologici?

Sono mappe consapevolemente tramandate da un antico passato, raccontano segreti che riguardano l’essere umano nel suo intimo più profondo.
Rispettano sequenze e percorsi, precise dinamiche umane e raccontano di noi come specie.

I fratelli Grimm, Charles Perrault, La Fontaine sono stati solo gli ultimi di una lunga tradizione.
Persone istruite e benestanti che svolsero per buona parte della loro esistenza il compito di tramandare un’eredità di Sapienza straordinaria.
Un messaggio in bottiglia che potesse superare le epoche, la censura e soprattutto la forza più temibile: il tempo.

Per questa ragione, con perizia e nessuna casualità, diedero forma a dei racconti, fiabe appunto, per i bambini o, meglio, per un’umanità bambina.
Loro scopo era preservare questa enorme ricchezza, diffonderla nello spazio e trasferirla nel tempo, sin quando fossimo stati abbastanza adulti per scorgere il tesoro sotto la cenere.

Scrivere una Fiaba è un’arte antica.
Scrivere la propria fiaba rispettando puntuali indicazioni, permette a ognuno di “destare da sotto la cenere” la propria Immagine Originale e riprendere il dialogo consapevole con quelle Immagini straordinarie che sono “addormentate” nelle profondità della coscienza.

Riattivare la “connessione” con le nostre immagini profonde permette di accedere nel concreto alle risorse uniche che caratterizzano ogni individuo dalla nascita e attraverso l’utilizzo delle quali è possibile giungere alla piena realizzazione, quel “vissero felici e contenti” di ogni finale.