Un grande drago blu vive su una montagna,
a ridosso di un piccolo regno.
Tutti lo temeno, tutti tranne il re e la regina…

NidoFlap, flap, flap. Battendo le ali, l’enorme drago blu si posò sul nido. Aveva la pelle liscia come quella di un pesce, ma anziché nuotare nell’acqua, volava nell’aria.
Era grande quel drago e faceva paura agli abitanti del villaggio posto ai piedi della montagna.

Nessuno lo aveva mai visto attaccare, ma sapevano che era un animale feroce.
Tutti volevano cacciare ed uccidere quella creatura così potente e spaventosa, tutti tranne il re e la regina; soltanto loro non volevano farle alcun male.
Quella mattina, benché fosse pieno inverno, mastro Nicolas attraversò la vallata piena di neve e giunse a palazzo.
Entrando, scorse sul fondo della grande sala, il sovrano seduto sull’imponente sedia posta vicino al camino spento e udì alcune voci.
“Ah che freddata! Speriamo che questa influenza passi presto”, disse il re con voce roca.

“Lo spero, ma nel frattempo sarà bene accendere i fuochi e scaldare la sala, si gela qui!!”.

Così dicendo la regina andò a cercare aiuto per accendere i caminetti.
Il re aveva indosso un grosso mantello di pelliccia che, almeno in parte, lo riparava dal freddo polare.
Mentre continuava a tossire e starnutire, la regina aveva provveduto a far accendere i fuochi che avrebbero riscaldato l’enorme stanza.
Mastro Nicolas, che silenziosamente si era avvicinato, decise di far notare la propria presenza.

“Buon giorno re, buon giorno regina”.

“Buon giorno mastro Nicolas! Venite, sedetevi accanto a noi qui davanti al camino, faremo colazione insieme mentre ci raccontate qual buon vento vi porta al castello”.

L’uomo accolse di buon grado l’ospitalità del re, quindi prese uno sgabello e si sedette dinanzi al fuoco acceso.
Nel frattempo i servitori arrivarono con il latte caldo, delle focacce e la composta di frutta.
Bevvero e mangiarono di buon gusto, poi il re chiese il motivo della visita.
Mastro Nicolas fece un gran respiro, prese coraggio e cominciò a parlare.

“Re, Regina, come sapete sulla nostra montagna vive un drago e per di più insolito. Ne ho visti altri, ma è la prima volta che ne vedo uno blu.

Tra l’altro le sue ali sono particolarmente grandi ed è più simile ad un uccello che ad un rettile”.

 Mastro Nicolas fece una pausa prima di continuare.

“Benché nessuno abbia mai visto il drago attaccare o nuocere a persone o animali, tutti sanno qual è la sua natura, pertanto gli abitanti del villaggio ne sono molto spaventati e vogliono che venga cacciato via”.

Il re fece un lungo sospiro a cui seguì un colpo di tosse.

“Mastro Nicolas, sapete bene come la pensiamo a tal riguardo io e la regina. Il drago non è una minaccia né per gli uomini, né per gli animali. Esso si nutre del pesce che pesca lontano da qui, nel mare d’occidente. Quel mare è distante una settimana di cammino per un uomo, ma per il drago, con le grandi ali, sono pochi minuti. Dunque, non è una minaccia e oltre a questo, fa buona guardia sull’intero regno dissuadendo i nostri nemici dall’attaccarci. Secondo voi dovrei cacciare una creatura da cui traggo solo beneficio per l’ignoranza e la superstizione del popolo?”

Mastro Nicolas abbassò la testa e la scosse in senso di diniego.

“Ma… non comprendete le paure degli abitanti, maestà”.
Quali paure mastro Nicholas?”

“Ogni giorno, al levare del sole, essi alzano gli occhi al cielo, guardano la montagna e vedono quell’enorme massa blu. Ogni sera, prima di rincasare, alzano gli occhi al cielo, guardano la montagna e vedono che il drago è fuori a caccia e si domandano quale sarà la notte in cui prenderà la loro famiglia. Questo è ciò che non comprendete”.

Questa volta fu la Regina a rispondere a mastro Nicolas.
“Ascoltate, so bene che la presenza del drago possa sembrare inquietante, ma con un po’ di pazienza e di attenzione, credo sia possibile far si che il popolo comprenda la mite natura di quest’essere, così da non temerlo più”.
“E come avreste intenzione di fare ciò che avete appena detto?”
La frase fu pronunciata dall’uomo con evidente ironia, ma la regina senza farsi scomporre dal quel sarcasmo rispose sicura.
“Innanzitutto facendo vedere al popolo come si nutre il drago, così che nessuno di loro tema più per la propria incolumità e per quella dei propri cari. Potremmo ad esempio far arrivare del pesce fresco e lasciare che il drago se ne cibi in presenza degli abitanti del villaggio”.
“Che scena disgustosa!”

La smorfia comparsa sul volto di mastro Nicolas fu molto più eloquente delle parole. Il re lo guardò intensamente.
“Mastro Nicolas, avete mai visto un drago di mare consumare il pasto?”
“No, ma ho visto quello che fanno i draghi agli agnelli e alle pecore ed è un immagine orribile!”
La regina sorrise prima di rispondere a quell’affermazione.
“E…, avete mai visto un pastore uccidere le proprie pecore?”
“Certamente, regina”.
“Ditemi dunque… ritenete quell’immagine piacevole?”
“Beh! Non piacevole, ma sono le sue pecore!”
“E questo rende la loro uccisione meno violenta?”
“Sì, cioè… no”.
La regina sorrise senza parlare. Il viso di mastro Nicolas mostrò la confusione che aveva in testa…

 …continua

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