Raccolta Fiabe 1
L’arcobaleno rubato – Il timoroso fagiolo Giosuè – Rac e l’incantesimo del solstizio

Fiabe ILe scintille del fuoco scoppiettante salivano verso il cielo illuminando la notte del solstizio d’estate.
Freddie pic aggiunse un altro ciocco al fuoco e alzò lo sguardo; era una bella notte, con il cielo limpido e l’aria dolce.
Nel bosco dei fiori si sentivano i versi delle civette e l’odore della resina profumava l’aria.
Probabilmente, se Freddie pic non avesse perso la scommessa con Pucky gran naso, non si sarebbe mai trovato lì.
Nessuno aveva battuto da tempo Pucky gran naso nel gioco dei fiori e Freddie pic avrebbe dovuto ricordarlo.
E forse lo avrebbe fatto se gli abitanti di Millefiori non lo avessero incitato.

Ma ormai era fatta e Freddie pic doveva scontare la penitenza: trascorrere la notte del solstizio d’estate nel bosco dei fiori e, come tutti sapevano, questo significava subire gli scherzi irriverenti di tutti i maghi e le fate dei dintorni.
Così, nella speranza di tenerli lontani, Freddie pic aveva acceso un bel fuoco e si era seduto ad attendere la fine della notte.
L’urlo della civetta lo fece voltare velocemente e tra i rami di un abete vide comparire un lungo mantello rosso.
“Oh! Perbacco!”, esclamò Freddie “Sono già arrivati!”

Ed era proprio vero! Il lungo mantello rosso si mosse verso di lui, animato da una presenza invisibile.
Quando fu a pochi passi dallo spaventato Freddie si fermò, sospeso nell’aria, immobile.
A Freddie venne quasi un colpo, ma non si perse d’animo e afferrò saldamente un bastone con cui difendersi, se fosse stato necessario.
Ma il mantello se ne stava lì immobile, tanto che il buon Freddie cominciò a pensare che lo scherzo magico fosse finito così.
E proprio allora una voce profonda ruppe il silenzio della notte.
“Chi sei e che fai qui nella notte del solstizio?”

Freddie strinse ancor più forte il bastone cercando di non far trapelare il terrore che gli correva lungo la schiena. Quindi con la voce più salda che riuscì a tirar fuori, disse:
“Chi sei tu! Se vuoi che ti risponda, fatti vedere! Non parlo alle voci senza volto!”
Passò qualche istante quindi il mantello si esibì in un elegante inchino e sparì tra i rami da cui era sbucato.
Freddie rimase a bocca aperta; era possibile che la risposta fosse stata così arguta da far scappare il proprietario del mantello magico?
Beh, certo tutto era possibile con fate e maghi, anche se la cosa non lo convinceva.

Così drizzò le orecchie e spalancò gli occhi per cogliere anche il più piccolo segnale ma, a parte lo scoppiettio del fuoco, la notte era calma e silenziosa.
Lentamente, Freddie cominciò a rilassarsi. Si mise a giocherellare con le braci, spostandole con il lungo bastone che aveva scelto per difendersi.
E proprio mentre se ne stava così, perso in pensieri leggeri come nuvole, sentì qualcuno bussargli sulla spalla.
Fece un salto così alto per lo spavento che rischiò di cadere nel fuoco!

Ma, guardando chi lo aveva toccato, la paura si placò. C’era un piccolo mago, alto poco più di un bambino, con il lungo mantello rosso che strisciava a terra…

…continua

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