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Raccolta Fiabe vol. 1 – L’arcobaleno rubato – Il timoroso fagiolo Giosuè –
Rac e l’incantesimo del solstizio –

Era una bella mattina d’estate.

Winnifred la cangura se ne stava tranquilla sotto un grande albero a godersi la frescura, quando arrivò tutto trafelato suo cugino Golia.

Saltava come un matto, ma Winnifred non se ne preoccupò molto; Golia era un canguro piuttosto agitato e spesso faceva un gran pandemonio per nulla.

“Winnifred, presto! Devi venire immediatamente alla piana del grande albero!”, urlò Golia.
“Che cos’è successo?”, chiese Winnifred.
“Hanno rubato tutti i colori dell’arcobaleno!”, rispose Golia ancora più agitato.

Winnifred si strofinò il muso con le zampe pensando a cosa mai era quella storia e se per caso Golia fosse impazzito.

“Golia, ti senti bene?”, domandò al cugino con fare preoccupato.
“Non c’è un minuto da perdere. Dobbiamo andare subito o sarà troppo tardi!”, disse Golia ancor più concitato.
“Ma cosa stai dicendo? Sei impazzito?”“No, Winnifred. Dobbiamo recuperare immediatamente i colori dell’arcobaleno o spariranno per sempre!”

Winnifred urlò contro il suo strampalato cugino.
“Golia, ragiona!! Com’è possibile che abbiano rubato i colori dell’arcobaleno? Ti rendi conto che è pura follia quello che dici?”

Ma Golia non voleva proprio saperne.
Prese Winnifred per una zampa e strattonando convulsamente la obbligò a seguirlo fino alla piana del grande albero.
Winnifred non ricordava in tutta la sua vita una situazione più assurda!
D’altronde era stato impossibile far ragionare Golia; almeno così l’avrebbe lasciata in pace!

Appena giunti davanti al grande albero, Winnifred vide che la cosa era ancor più folle.
Oltre a lei e Golia c’erano Adele l’airone, Maciste l’ippopotamo e Titti la scimmia che avevano formato un piccolo cerchio e stavano parlottando animatamente.

“Si può sapere che cosa sta succedendo?”, chiese Winnifred contrariata.
“Golia non ti ha informata?”, domandò Adele.
“Di cosa? Dei colori rubati all’arcobaleno?”, ribattè Winnifred ironica.
“C’è poco da scherzare!”

La voce di Maciste era profonda e incuteva un certo timore.
“Se non ritroveremo i colori prima della pioggia, avremo perso per sempre l’arcobaleno.”