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Era un vociare quello che sentiva?

C’erano cinque, no, sei voci che parlottavano freneticamente.

“Dobbiamo chiamarrlo, non può rrimanerre qui tutta la notte.”
“Gvà, come ze fosse facile sfegliarlo!”
“Tu proova a fischiare fooorte!”
“Fiiiiiuuuuuuh”

Il suono acuto invase le orecchie di Alfred che ancora stordito aprì gli occhi.
Due occhietti scuri, sopra un becco arancione, lo fissavano.
Alfred pensò per un istante che stava ancora sognando.

“Ehy, Alfhred, devi alzharti!”

Alfred si stropicciò gli occhi e si accorse di stringere ancora fra le dita la bianca piuma; allora non aveva sognato.
Il Mago oscuro, la vecchina, il vortice e le oche che parlavano, era tutto vero!
Guardò verso il villaggio: non c’era più niente; anche questo era vero.

“Dai Alfhred, non abbiamo tutta la notte!”

Era Ofelia che parlava…..l’oca Ofelia!

“Ma com’è possibile che tu parli?”
“Oh io parlo! Coshì come Bianchina, Grigetta, Lunetta, Geltrude e Grinilde.”
“Ma se voi parlate tutte, perché non mi avete mai detto niente?”

Grinilde si fece largo.

“Cverto! Adeso ci metiamo a parlare con kiungue!”
“Come con chiunque? Io sono Alfred!”

Ofelia fece una smorfia con il becco. “Alfhred, noi non posshiamo parlare con gli umani, chiunque shiano, a meno che non ce lo ordini la Regina delle oche.”

“La Regina delle oche?”
“Uhm uhm…”

Ofelia lo fissò con gli occhietti neri.
Alfred capì che per qualche motivo la Regina delle oche non gli era sconosciuta.
Ma a lui non risultava di esser mai stato presentato a questa Signora.