Ci sono storie che sentiamo diverse, non nel genere o nel contenuto
ma per l’effetto che hanno in noi.

“Ma… cosa significa potere magico? C’è in tutte le storie?” domandò grattandosi il naso.
“Uhm, bella domanda!” pensò ad alta voce la donna.

“Sono storie di magia… di fate, folletti?”
La donna scosse la testa “mi sa che qui intendono un’altra cosa…”

 

Ci sono storie attraverso le quali  sperimentiamo immagini che stupiscono, meravigliano e ci invitano a pensare in un modo nuovo.
Si percorre così la strada che conduce ad una precisa condizione e ad aprire porte che altrimenti rimarrebbero chiuse.
Quando da bambini eravamo “incantati” da alcune narrazioni, stavamo percorrendo la strada che conduce alla grotta di Aladino, celata e chiusa per coloro che non conoscono le proprie “parole magiche”, quelle a cui la grotta ed i draghi, in essa contenuti, obbediscono.

Ma nel concreto che cosa significano e quale particolari proprietà possiedeno le fiabe?
Rispondere a questa domanda non è così semplice come può sembrare. Per farlo è necessario innanzitutto effettuare un distinguo.
Per fiaba non s’intende un qualsiasi scritto che con un po’ di fantasia narri una storiella.

Le fiabe sono uno dei generi di narrazione più antichi che come i miti, per essere tali, devono rispettare precise regole.
In epoca moderna alcuni di questi requisiti furono catalogati dalle ricerche di V. Propp, anche se rispettare le regole di Propp non è sufficiente per creare una fiaba.

Così come un mito è una narrazione dinamica di un’immagine tridimensionale (archetipo), allo stesso modo le fiabe sono dinamiche in sequenza di immagini complesse e profonde.

Il racconto di Biancaneve inizia con la madre che dinanzi alla finestra, nel freddo inverno, ricama. La donna si punge e cade una goccia di sangue rosso sulla neve bianca posta sul davanzale su cui poggia la finestra fatta di ebano nero.

E’ un’immagine semplice… Lo è davvero?
Per la mia esperienza questa è tutt’altro che una semplice immagine. Se volessimo specularci su, potremmo notare che i tre colori nero, bianco e rosso, stranamente coincidono con il Nigredo, Albedo e Rubedo, le tre fasi della grande opera alchemica.

O se vogliamo notare la finezza contenuta ne “Il gatto con gli stivali” quando il gatto ingoia l’orco. Perche è vero che l’orco crudele ha assunto le sembianze di un topolino, ma è solo una questione di illusorie apparenze…
E si potrebbe continuare.

Centinaia di fiabe che sussurrano segreti a chi saprà ascoltarli.
Queste sono le storie dal potere magico, che aprono porte nascoste solo a chi avrà il coraggio di scorgere ed utilizzare il loro reale potere.

 

 

 

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